Il Passo Eterno. La Danza Khaliji

Aggiornato il: 23 set 2019


Da quando l'essere umano ha iniziato a camminare e a vivere sulla Terra, ha sviluppato e creato tanti canali di espressione e comunicazione.

Uno dei più importanti, e che da sempre rappresenta la connessione tra tutte le epoche della storia dell'umanità, avviene attraverso il movimento del nostro corpo: la danza.

In ogni società è sempre stata una forma di espressione sociale e religiosa di grande importanza, soprattutto nel Vicino Oriente Antico, in Iraq.

Un luogo che possiede nella sua terra una delle più antiche storie culturali del mondo: è dove le antiche civiltà della Mesopotamia sono apparse.

E proprio musica e danza da sempre sono state una parte fondamentale di questa terra, alle cui radici appartiene la “Danza Iraqi”.

In Iraq ritroviamo un'affascinante danza tribale, chiamata “Kawleeya, che contraddistingue le danze delle giovani donne delle tribù gipsy irachene , chiamate con lo stesso nome con cui viene identificata la danza.

La danza "Kawleeya" ha delle forti similitudini con la danza femminile del Golfo Persico, chiamata "Raqs Khaliji", caratterizzata dal vorticoso e continuo movimento dei capelli.

Oggi, la danza Khaliji viene considerata la danza della guarigione dell'anima e dello spirito, ma è anche una danza prettamente femminile, eseguita durante le celebrazioni nuziali, dalle donne che usano riunirsi in gruppo.

È una danza che si caratterizza per i movimenti del busto,della testa e ,soprattutto, dei capelli.

Proprio questi elementi richiamano immediatamente i rinvenimenti appartenenti alla preistoria della Mesopotamia, nei siti di Samarra, Tell Sabi Abyad e Choga Mami, di alcune delle più antiche raffigurazioni di danza, dove ciò che subito colpisce sono i capelli lunghissimi e fluenti e le braccia che connettono una figura all'altra, riunite in un gruppo,caratterizzate tutte da fianchi larghi e femminili.

Come propriamente femminile, e legata ad un aspetto di sessualità e insieme religiosità viene considerata la danza in alcune fonti scritte mesopotamiche, eseguita da giovani fanciulle e donne,durante la celebrazione dei rituali in onore della dea Ishtar, la dea babilonese dell'amore,della fertilità e dell'erotismo.

Dunque la danza è davvero il grande filo conduttore dell'umanità,è davvero ciò che ha unito per sempre esseri umani appartenenti ad ere, secoli e luoghi lontani tra loro,ma costantemente vicini, uniti in quel movimento che potremmo definire primordiale ed eterno e che per sempre ci apparterrà.

Giulia Nunziata è laureanda in Archeologia presso l'Università La Sapienza e parte integrante del progetto "Abu Tbeirah - Iraqi-Italian Mission in Sumer" dell'Università la Sapienza, guidato dalla Prof.ssa Licia Romano co-direttrice della missione archeologica. La missione supporterà il progetto Marhaba Rome Festival - Arab Folk Edition e "The Green Veil" in occasione della visita in Italia della Dott. Assala Ibrahim, presentata dalla Maestra in Danze Orientali Maryem Bent Anis e da Samira Zenati del Centro Culturale Taus e A.S.D Belly Dance Italy. Venerdì 13 Aprile h 16,30 presso la Sala della Protomoteca al Campidoglio - Appuntamento per le Danze Iraqi e Khaliji con ASSALA IBRAHIM e MARYEM BENT ANIS

#Cultura #StoriaDanzaOrientale

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